Arcadia-Ville. Dallo Spettacolo al Film sullo Spettacolo

Allestire 2012, condotto da Laura Butti

ALLESTIRE EDIZIONE 2012

ARCADIA-VILLE. Dallo spettacolo al film sullo spettacolo.

LABORATORIO CONDOTTO DA ROBERTO FOSSATI E LAURA BUTTI

 

ALLESTIRE: ANNOTAZIONI SUL LABORATORIO

“Allestire” è, nella sua origine, una parola usata dai marinai. Allestire una nave: disporre il carico, bilanciarlo. Mettere a punto prima di partire.

Allestire uno spettacolo è preparare una nave per un viaggio. “Allestire” a Dedalo sta diventando una tradizione. Con la parola “Allestire” indichiamo uno spazio specifico, dedicato a laboratori che focalizzano il processo di produzione in campo artistico, in teatro o nel cinema.

Allestire è un laboratorio dove si pratica il lavoro di messinscena, come un intenso percorso di esplorazione condiviso tra persone. È un laboratorio di formazione: un viaggio di ricerca ove sia possibile incontrare occasioni per imparare, chiarire o ispirare il proprio lavoro.

ARCADIA-VILLE: MUOVERSI DAL TEATRO AL CINEMA
Il viaggio di Allestire, per questa nuova edizione, partirà da uno spettacolo teatrale e cercherà la rotta per arrivare a un film. Teatro. Cinema. Due mondi espressivi, due luoghi, ove la realtà è creata da leggi generatrici autonome. Il laboratorio si colloca proprio sul confine tra i due mondi, e mette a fuoco il balzo di trasformazione che deve mettere in atto chiunque si avventuri nel passaggio da uno all’altro. “Dove nuotano le pernici rosse”, lavoro tratto da “Arcadia” di Tom Stoppard e messo in scena nel Giugno del 2011, sarà il porto di partenza. Il viaggio consisterà in un percorso di ricerca sul processo di creazione di un film dello spettacolo teatrale. Attenzione: non si tratterà di un film “tratto da” (che solo prenda spunto dal testo teatrale), né si tratterà della semplice confezione del video dello spettacolo.
Oggetto del laboratorio sarà il film dello spettacolo, o sullo spettacolo: un lavoro autonomo, in cui il gioco a carte scoperte del teatro aderisce alla capacità della macchina da presa di guardare nel profondo, sotto la pelle delle cose.
Quali sono le differenze, quali i punti di continuità quando si passa da un mondo in cui tutto accade dentro al rapporto diretto con un pubblico, presente qui e ora, e un mondo in cui tutto passa attraverso l’occhio sensibile della videocamera? Cosa dovrò modificare nei differenti elementi che creano l’insieme (recitazione, struttura narrativa e di messinscena, rapporto con spazio, oggetti costumi, etc) dal punto di vista espressivo?
Non sono molti gli esempi che ci possano aiutare a comunicare come teatro e cinema possano convivere in un unico lavoro autonomo. Il più recente e conosciuto è “Dogville”, di Lars Von Trier. Ricordate Dogville? Bene, noi partiremo per Arcadia-ville…

DUE COORDINATE SUL PORTO DI PARTENZA
Come già detto, il laboratorio ha come base di partenza quanto messo a fuoco per “Dove nuotano le pernici rosse”, lavoro tratto da “Arcadia” di Tom Stoppard.
Il testo di Stoppard è bellissimo ed è facile innamorarsene. È un’architettura complessa, fatta di stanze piene di porte e specchi che svelano altre stanze, e specchi, e passaggi nascosti. Molti fili da seguire, molti livelli, molti dettagli. Il nostro lavoro è stato in parte quello di sfrondare l’enorme ramificazione, cercando di non tradire Stoppard lasciando un moncone al posto di un albero.
Tutto accade attorno a un tavolo, nella sala che da accesso ai giardini della tenuta nobiliare di Sidley Park. Questo unico ambiente è animato da storie e persone collocate in due epoche diverse. All’inizio dell’Ottocento, una ragazzina-prodigio, Thomasina Coverly, e il suo altrettanto speciale precettore, Septimus Hodge, esplorano la matematica, la filosofia e la vita e sono al centro di una fitta rete di relazioni e avvenimenti, in un mondo che cambia. Ai giorni nostri, Hannah e Bernard, due studiosi di letteratura e storia, sono alla ricerca di indizi provenienti da quello stesso passato per svelarne i misteri, con l’aiuto dei due ultimi rampolli della famiglia Coverly, Valentine e Chloe. Persone appartenenti a epoche diverse, a mondi differenti, condividono lo stesso tavolo senza incontrarsi mai; attorno a quel tavolo si raduna la vita, si consumano tradimenti, amori, duelli e intrighi, ed insieme, esseri umani sostenuti dal loro amore per la conoscenza conducono la loro ricerca; attorno a quel tavolo risuonano domande, un’infinità di domande sul senso delle cose, la matematica, l’amore, il mondo… E così, mettere in scena tutto questo significa rapportarsi alla necessità di ricreare il movimento della vita nello spazio apparentemente ristretto e “statico” di un tavolo, di rendere lì presente il mondo intorno, la villa, i giardini, la campagna, e di lasciare che i rapporti, i significati, i cambiamenti appaiano nella danza silenziosa con le cose. E ancora, significa rispondere alla necessità di essere lì, presenti ed esposti, come esseri umani.

INFORMAZIONI PRATICHE
“Arcadia-ville” è un laboratorio di livello avanzato; vi si accede attraverso un colloquio e/o un’audizione.
Si richiede, entro l’inizio dei lavori, la conoscenza del testo ”Arcadia” di Tom Stoppard. La traduzione italiana è edita da Einaudi. In caso di difficoltà nel reperirne una copia, chiedere informazioni presso la segreteria.

Durata: da ottobre 2012 a maggio 2013

Frequenza: un incontro a settimana, il martedì dalle 20.00 alle 23.00

 

Per tutte le informazioni contatta la segreteria di Dedalo Teatro: 02.58114589

(da lunedì a venerdì dalle ore 15.00 alle ore 20.00)

 

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